Garantire una ripartizione equa e trasparente dei costi di riscaldamento negli edifici plurifamiliari. Scegliere moderni ripartitori di calore che tengano conto delle effettive condizioni termiche degli ambienti, garantiscano protezione contro manomissioni non autorizzate e consentano una comoda lettura remota dei dati. Optare per soluzioni che favoriscano una gestione efficace dell'energia termica e migliorino il comfort degli utenti.

Scegliete i ripartitori di calore adatti al vostro impianto

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Un moderno contatore di calore a trasmissione radio che registra il consumo effettivo di calore e consente una fatturazione trasparente tra gli utenti.

Podzielnik kosztów ogrzewania E-ITN
  • Un software unico nel suo genere che tiene conto del “comfort termico” degli ambienti

  • Sistema di trasmissione dati senza fili tramite un'interfaccia radio

  • Dispositivi elettronici antimanomissione per ripartitori di calore

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E-ITN 30.6

Ripartitori di calore

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  • Un software unico nel suo genere che tiene conto del “comfort termico” degli ambienti

  • Sistema di trasmissione wireless dei dati tramite un'interfaccia radio

  • Dispositivi elettronici antimanomissione per ripartitori di calore

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Domande frequenti

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Un ripartitore di calore (indipendentemente dal suo modello o tipo) non è uno strumento di misura ai sensi della legge del 14 ottobre 2021 – Legge sulle misure (Gazzetta Ufficiale del 2021, n. 2068 (testo unico della legge)). Ai sensi delle disposizioni dell’articolo 4, paragrafo 5, di tale legge, per strumento di misura si intende un dispositivo, un sistema di misura o i suoi componenti, destinati a effettuare misurazioni in modo autonomo o in combinazione con uno o più dispositivi ausiliari. I ripartitori di calore non sono strumenti di misura, in quanto non misurano alcuna dimensione fisica (compreso il calore): nella maggior parte dei casi, la variazione delle loro letture (espresse in divisioni non graduate) dipende dalla temperatura superficiale del radiatore nel punto di installazione del ripartitore e dalla durata dell’emissione di calore da parte del radiatore.

L'applicazione dei ripartitori di calore consente di calcolare le spese in modo individuale in base al consumo effettivo di calore di ciascun appartamento. Grazie a questi dispositivi, ogni utente ha un'influenza concreta sull'importo delle proprie bollette. Negli edifici dotati di un cosiddetto impianto di riscaldamento centralizzato verticale, i ripartitori di calore rappresentano attualmente l'unica soluzione disponibile che consente di ottenere questi vantaggi.

Un ripartitore di calore è un dispositivo che misura due temperature: quella del radiatore e la temperatura ambiente.
Maggiore è la temperatura del radiatore e più a lungo viene rilevata dal ripartitore di calore, maggiore sarà la percentuale di contributo di quel radiatore al consumo totale di calore.

I contatori di calore sono dispositivi utilizzati per misurare la quantità di energia termica che fluisce attraverso un impianto; le loro letture sono espresse in unità SI (di solito gigajoule, GJ) e costituiscono la base per la fatturazione tra il fornitore di energia e il consumatore. I contatori di calore sono costituiti da un convertitore, un trasduttore di portata e una coppia di sonde di temperatura. Nel caso di edifici dotati di un impianto di riscaldamento centralizzato verticale (che comprende quasi tutti gli edifici costruiti fino ai primi anni '90), i vincoli tecnici consentono solitamente l’installazione di un solo contatore di calore (principale), che misura il consumo energetico fornito all’intero edificio, il quale diventa contemporaneamente l’utente finale per il fornitore.
I ripartitori di calore sono dispositivi di misura che registrano la temperatura superficiale di un radiatore nel tempo. Sono utilizzati a fini di fatturazione e consentono di ripartire il calore fornito all’edificio tra i singoli appartamenti. Più specificamente, permettono di determinare la quota di calore emessa dai singoli radiatori all’interno della quantità totale di calore misurata dal contatore principale, installato nel punto in cui l’impianto entra nell’edificio.

Il valore indicato dal ripartitore di calore dipende dalla temperatura superficiale del radiatore. Maggiore è la temperatura e più a lungo essa rimane a quel livello, più alto sarà il valore indicato.
Il processo di calcolo delle unità ha inizio proprio quando si verificano contemporaneamente due condizioni:
a) la temperatura superficiale del radiatore supera i 23 gradi Celsius
b) la temperatura superficiale del radiatore è superiore di almeno 4,5 Kelvin rispetto alla temperatura ambiente.
Tali requisiti sono definiti nelle specifiche tecniche dei ripartitori di calore Apator Powogaz. Allo stesso tempo, garantiscono un processo estremamente preciso e affidabile di registrazione della potenza termica dei radiatori.

No. Le condizioni che devono essere soddisfatte affinché il ripartitore di calore inizi a registrare il consumo di calore del radiatore eliminano di fatto l’influenza di qualsiasi altro elettrodomestico. È fondamentale sottolineare che gli utenti possono verificarlo facilmente da soli. Per farlo, basta controllare il display del dispositivo per vedere se, alla fine della stagione di riscaldamento – quando i radiatori non emettono certamente più calore, mentre altri apparecchi audiovisivi o elettrodomestici funzionano normalmente (frigorifero, fornelli, forno, computer, ecc.) – le letture dei ripartitori di calore registrano nuove unità. La lettura sul ripartitore di calore dovrebbe rimanere invariata tra la fine di una stagione di riscaldamento e l’inizio di quella successiva.

L’importo che un determinato utente può risparmiare dipende naturalmente dal proprio consumo individuale di riscaldamento. Tuttavia, il semplice fatto di poter pagare solo per il proprio consumo, senza doversi preoccupare né contribuire alle spese dei vicini – specialmente di quelli che sprecano di più con il riscaldamento – può comportare una significativa riduzione delle bollette. Per un appartamento di circa 50 m², il risparmio potenziale può arrivare fino a diverse centinaia di zloty all’anno. Quando si confrontano le spese di riscaldamento, vale particolarmente la pena prestare attenzione al costo del riscaldamento dell’appartamento per metro quadrato, nonché all’importo degli acconti mensili per il riscaldamento centralizzato. Risulta infatti che, per gli appartamenti dotati di ripartitori di calore, tali acconti siano solitamente notevolmente inferiori.

Sono ora disponibili dispositivi all’avanguardia in grado di trasmettere dati in modalità wireless. Ciò significa che gli utenti non devono più ricordarsi di rendere accessibile la propria abitazione al letturista a un orario prestabilito, né devono sopportare i disagi che ne derivano (come l’imposizione di un orario di lettura inadeguato che entra in conflitto con la routine quotidiana della famiglia). I dati vengono rilevati a distanza senza interferenze esterne e senza la necessità di entrare in ogni singolo appartamento. Allo stesso tempo, i residenti mantengono il pieno controllo e l’accesso ai dati di consumo registrati dai ripartitori di calore. Questi possono essere richiamati e controllati sul display del dispositivo in qualsiasi momento, per poi essere verificati confrontandoli con i dati riportati nella bolletta del singolo appartamento.

Ai sensi della normativa polacca in materia, il requisito fondamentale ed essenziale è che l’impianto di riscaldamento centralizzato di un edificio consenta agli utenti di regolare l’erogazione di calore ai singoli radiatori presenti nei propri appartamenti. È quindi possibile installare dei ripartitori di calore se i radiatori sono dotati di testine termostatiche (valvole) che consentono di interrompere il flusso di acqua calda, garantendo così un controllo diretto sulla quantità di calore consumata nel proprio appartamento.

Il principale atto normativo che disciplina la ripartizione dei costi relativi all’acquisto del calore fornito a un edificio che ospita locali residenziali e commerciali è la Legge sull’energia – Gazzetta Ufficiale del 19 aprile 2021, voce 716 (testo unico della legge). In particolare, l’articolo 45a, comma 8, stabilisce che tali costi possano essere ripartiti utilizzando metodi basati sulle letture dei contatori di calore o dei dispositivi di misurazione (ovvero i ripartitori di calore), oppure in base alla superficie o al volume dei locali. Nel passaggio seguente, la legge stabilisce che il proprietario o l’amministratore di un edificio plurifamiliare debba scegliere un metodo per la ripartizione dei costi totali di acquisto del calore in modo tale che «(…) incoraggi comportamenti di risparmio energetico e garantisca che gli oneri di cui al comma 4 siano determinati in modo corrispondente al consumo di calore per il riscaldamento (…)».
Atto di attuazione: Regolamento del Ministro del Clima e dell’Ambiente del 7 dicembre 2021 sulle condizioni per la determinazione della fattibilità tecnica e della convenienza economica dell’applicazione di contatori di calore, ripartitori di calore e hot water meters per la misurazione dell’acqua calda sanitaria, sulle condizioni per la scelta del metodo di ripartizione dei costi di acquisto del calore e sull’ambito delle informazioni contenute nelle singole fatture.

Sì. La lettura remota via radio senza fili non è dannosa per la salute. Ciò è confermato dalle dichiarazioni di conformità rilasciate dal produttore per i radio module, in conformità con specifiche direttive europee e Standard armonizzati.

Il ripartitore di calore è solitamente tarato per una potenza nominale di 5000 W; per i radiatori con potenza nominale inferiore (che in genere vengono installati negli appartamenti), le letture registrate vengono corrette mediante il cosiddetto coefficiente del radiatore. La scala del ripartitore di calore dipende dalla sua potenza nominale e dal tipo e modello del radiatore. Ciò significa che il coefficiente per diversi tipi di radiatori – ad esempio radiatori a pannello in ghisa, radiatori a pannello in acciaio, radiatori in alluminio – ma con la stessa potenza nominale [W] – sarà diverso l’uno dall’altro.

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